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XXXVI Rassegna internazionale della Passione PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Marzo 2009 19:29

Segnaliamo sempre ben volentieri le iniziative extramonsanesi de La Macina. 

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Ancora una volta, torna a Polverigi (An), a cura del Centro Tradizioni Popolari, con la collaborazione  del  Comune di Polverigi, de La Macina, della locale Pro-Loco, della Croce Gialla di Santa Maria Nuova e l’alto patrocinio della Provincia di Ancona, CoHabitat e della Regione Marche, la Rassegna Internazionale del canto rituale di questua della “Passione”, giunta quest’anno, al notevole traguardo della trentaseiesima edizione.
     Quindi, Domenica 5 Aprile,  per tutto l’arco della giornata si svolgerà a Polverigi, la grande Rassegna internazionale del canto rituale di questua della La Passione: diffondendo così, anno dopo anno, una delle nostre tradizioni più valide e più prestigiose.
     Nell’arco di una intera giornata, più di duecento cantori e suonatori popolari, provenienti principalmente da tutte le Marche, e dalle regioni limitrofe,“invaderanno” l’intero Comune di Polverigi ed i comuni vicini, riproponendo il canto rituale di questua della Passione, come si faceva una volta, casa per casa, come augurio di benessere e di abbondanza, in cambio di cibo, vino ed offerte di denaro, destinati al pranzo che concludeva la festa. 
  

Segnaliamo sempre ben volentieri le iniziative extramonsanesi de La Macina. 

Ancora una volta, torna a Polverigi (An), a cura del Centro Tradizioni Popolari, con la collaborazione  del  Comune di Polverigi, de La Macina, della locale Pro-Loco, della Croce Gialla di Santa Maria Nuova e l’alto patrocinio della Provincia di Ancona, CoHabitat e della Regione Marche, la Rassegna Internazionale del canto rituale di questua della “Passione”, giunta quest’anno, al notevole traguardo della trentaseiesima edizione.

     Quindi, Domenica 5 Aprile,  per tutto l’arco della giornata si svolgerà a Polverigi, la grande Rassegna internazionale del canto rituale di questua della La Passione: diffondendo così, anno dopo anno, una delle nostre tradizioni più valide e più prestigiose.

01.jpg    Nell’arco di una intera giornata, più di duecento cantori e suonatori popolari, provenienti principalmente da tutte le Marche, e dalle regioni limitrofe,“invaderanno” l’intero Comune di Polverigi ed i comuni vicini, riproponendo il canto rituale di questua della Passione, come si faceva una volta, casa per casa, come augurio di benessere e di abbondanza, in cambio di cibo, vino ed offerte di denaro, destinati al pranzo che concludeva la festa. 
 I canti di questua, sono eventi rituali strettamente legati al ciclo della natura che nasce, muore e risorge e sintetizzano lo stesso ciclo vitale dell’uomo. Tra i canti rituali di questua, grande diffusione nell’Italia centrale, ha avuto il canto della Passiò (come è semplicemente chiamato nell’area anconetana la Passione), generalmente pubblicato con il titolo di Orologio della Passione, perché il testo ripercorre ora per ora, il processo, la crocefissione, il martirio e la resurrezione di Cristo. Lauda, questa della Passione, di eccezionale valore storico, contemporanea alle Sacre Rappresentazioni del XII secolo.

   La Passione viene eseguita regolarmente da un suonatore di organetto o fisarmonica e da due cantori che eseguono, alternandosi al canto, una stanza per uno, accompagnandosi con il cembalo ed il triangolo.

   La Rassegna di Polverigi, essendo stata la prima del genere (poi sono venute quelle della  Pasquella di Montecarotto, del Cantamaggio di Morro D’Alba e dello Scacciamarzo di Monsano, tutte nell’anconetano e tutte iniziate grazie all’interessamento ed alla cura del Centro Tradizioni Popolari e del Gruppo La Macina) ha avuto il grande merito, di aver recuperato e rivitalizzato una tradizione, un rito, che andavano inesorabilmente scomparendo.

    Nel pomeriggio, dalle sedici in poi,  al Teatro della Luna, grande raduno finale, dove su un apposito palco, si esibiranno tutti i Gruppi presenti alla Rassegna, coordinati da Giorgio Cellinese e presentati da Gastone Pietrucci. La Rassegna pomeridiana sarà aperta, eccezionalmente, con l’esibizione del Gruppo “La Macina”, che straordinariamente arricchirà con la sua presenza il già ricco cartellone di gruppi e di artisti popolari.

    La foto del manifesto ufficiale è opera del grande fotografo, Angelo Alberto Tizzi,  ritrae Bernardo Stacchiotti,  di Polverigi, uno degli accompagnatori “storici della Passione, recentemente scomparso, alla cui memoria è dedicata la Rassegna di quest’anno.

PROGRAMMA

Ore 8,00             -   Riunione dei Gruppi partecipanti alla Rassegna, presso il Teatro della Luna      
                                   
Ore 8,30-12,30   -   Il canto rituale di questua viene portato casa per casa, in tutte le contrade di Polverigi e di Santa Maria Nuova
                                      
Ore 13,00           -   Pranzo comunitario di ringraziamento offerto dall’Amministrazione comunale a tutti i cantori e suonatori popolari ed ai collaboratori

Ore 16,00-20,00  -  Teatro della Luna ESIBIZIONE DI TUTTI I GRUPPO PRESENTI ALLA RASSEGNA  
                               con la partecipazione straordinaria de LA MACINA. 
                               (Coordinamento: Giorgio Cellinese. Presenta: Gastone Pietrucci) 

LA PASSIONE 

 Tra i canti rituali di questua, grande diffusione nell’Italia Centrale, ha avuto, il canto della Passione (Passiò, come è semplicemente chiamato nell’area anconetana), generalmente pubblicato con il titolo di Orologio della Passione, perché il testo ripercorre ora per ora, il processo, la crocefissione, il martirio e la resurrezione di Cristo. La versione di questa lauda, di eccezionale valore storico, contemporanea alle sacre rappresentazioni del XII secolo, è rimasta ovunque molto fedele, e nel testo e nella musica. Le parole dicono della morte di Cristo, ma nel ritmo c’è già la resurrezione.     

      Per il tono devozionale della narrazione le Passioni sono sicuramente opera della Chiesa o di qualcuno vicino all’ufficialità cattolica. Per quel fenomeno di sincretismo (in questo caso riuscito in modo perfetto) la Chiesa si è inserita nella tradizione, riuscendo a divulgare e rendere popolare, tra i riti pagani e pre-cristiani di fertilità già esistenti, il messaggio cristiano (anche se il cantore ormai lo ritrasmette meccanicamente, senza rendersene conto). Infatti l’animo popolare, anche in questo canto di mestizia non lascia sfuggire l’occasione di inserirvi (fenomeno esclusivamente marchigiano) il saltarello finale di richiesta, in una esplosione quasi “pagana” e liberatoria di gioia e di speranza.     

      La Passione viene eseguita regolarmente da un suonatore di organetto o fisarmonica e da due “cantori” che eseguono alternandosi al canto, una stanza per uno, accompagnandosi con il cembalo ed i “timpani” (triangolo). Unica eccezione, nel fabrianese, dove gli strumenti fondamentali di accompagnamento soni i violini, il violone (basso a tre corde, portato in spalla dal suonatore) e la fisarmonica e dove il gruppo può raggiungere un numero di otto/dieci elementi.     

      Il canto viene portato da squadre di cantori, casa per casa, come augurio di salute, benessere ed abbondanza, in cambio di cibo e vino destinati al pranzo che conclude la festa. L’esecuzione di questo brano popolare segue un rituale immutato da secoli: deve essere cantato nella settimana precedente a quella di Pasqua; nelle case colpite da lutto recente, dopo regolare richiesta dei cantori, ottenuto il permesso dal capofamiglia, viene eseguito senza il saltarello finale di richiesta doni.

      I canti di questua coincidono con alcune date precise del calendario agricolo. Nelle Marche, per il ciclo del solstizio d’inverno, troviamo: la Pasquella (Capodanno-Epifania), il Sant’Antonio (sedici gennaio), la Passione di San Giuseppe (diciotto marzo) per la sola zona del Piceno. Per quelle primaverili : lo Scacciamarzo (l’ultimo giorno di marzo), nelle sue settimane precedenti la Settimana Santa, rispettivamente: Alle anime sante del Purgatorio e la Passione di Cristo.  Il Cantamaggio, nella notte tra il trenta aprile ed il primo maggio. Infine per quelle estive del mese di agosto: Alle anime sante (riguardante la sola zona di Fabriano).

     Questi nostri antichi riti andavano inesorabilmente scomparendo, a causa delle trasformazioni profonde della società ed in particolare della polverizzazione della civiltà contadina, ed ormai defunzionalizzati sopravvivevano, per la maggior parte, solo in forma memorizzata. Con la Rassegna della Passione, eseguita dagli autentici portatori della tradizione, si è contribuito tra l’altro ad una nuova “rinascenza” ed alla completa rivitalizzazione e diffusione di una delle nostre  più valide e  prestigiose tradizioni.

     
                                                                                                                         Gastone Pietrucci
Direttore del CENTRO TRADIZIONI POPOLARI


G. PIETRUCCI, Cultura Popolare Marchigiana, Jesi, 1985,  pp. 289-293
G. PIETRUCCI, (a cura), Canti rituali di questua della tradizione orale marchigiana, M.C.M. Records-050Lp-Ks-Cd-W793


Per informazioni: ________________________________________________________________________
 
C.T.P  / LA MACINA              -       Telef. e Fax: 0731 4263 /   
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COMUNE DI POLVERIGI     -       Telef.   071 90904209  /  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
                                                        
                                                                      

 

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