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Concerto di Chiusura del 24° Monsano Folk Festival PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Agosto 2009 11:19

oliviero_1img_004.jpgDopo ben quattordici giorni serrati e di ben quindici Concerti e di Spettacoli, ed essersi sviluppato, oltre che a Monsano, in altri tredici Comuni dell’anconetano, da Jesi ad Ancona, da Montemarciano a Staffolo, da Numana a Corinaldo, da Serra de’ Conti a Polverigi, da Mergo a Montecarotto, da Monte San Vito a Morro D’Alba e Camerata Picena, la ventiquattresima edizione del Monsano Folk Festival (questa ormai assodata Rassegna internazionale ed Itinerante di Musica popolare originale e di revival nell’anno della crisi) si conclude trionfalmente, domenica 23 agosto, a Monsano, alle ore 22,00, nella Piazza dei Caduti, con il grande Concerto di Chiusura.

Infatti il Folk Festival ritorna per la chiusura, proprio a Monsano, con un vero e proprio evento musicale: il Concerto straordinario dei POLYETINIK MUZAK, con l’amichevole partecipazione  de LA MACINA, nell’ “Omaggio ad Oliviero”,  che chiuderà alla grande questa straordinaria edizione del Monsano Folk Festival. Grande evento speciale, irripetibile per questo incontro- concerto a ricordo del grande Olviero De Quintajè (nella foto), leader, fondatore, “anima” dei Polyetnik Muzak...

Polyetnik Muzak (il nome deriva dalla risposta che Brian Eno, reduce dal Pavarotti & Friends, diede ad un giornalista del TG1, dopo esser stato presentato come “poliedrico musicista multietnico” : “I don’t polietnik muzak”). E’ un combo di puro e duro folk (fondato e diretto dal grande carisma di Oliviero de Quintajè, fino al giorno della sua prematura morte) che, pur essendo smaccatamente folk, non ha niente a che vedere con i tipici gruppi folkloristici e, pur non disprezzando una certa ricerca musicale, non ha niente a che fare con i classici gruppi di ricercatori musicologici.

In definitiva, trattasi di una band che suona un folk rigorosamente acustico con la stessa carica del rock più elettrico proponendo, senza alcuna pretesa filologica ma in lingua e testi originali o riadattati, canzoni più o meno antiche della tradizione popolare dell’Europa latino-celtica e, canzoni di propria composizione che si innestano in modo continuativo ed innovativo nella suddetta tradizione . Un viaggio nel tempo senza tempo sulle note riarrangiate e reinventate di giullari, pastori, contadini, pescatori, marinai, operai e malavitosi. Dai Carmina Burana ai madrigali, dai troubadours ai menestrelli, dalle ballate bretoni ai carols britannici. I saltarelli marchigiani come jigs irlandesi e o reels canadesi, la tarantella napoletana come il cajun della Louisiana, la mazurka zigana come la java manouche, il fandango gitano come il tex-mex.

Con La Macina i Polyetnik Muzak daranno sicuramente vita ad una grande, irrefrenabile, gioiosa festa della “memoria, della musica e del canto”, degna chiusura di questa edizione del Festival “dell’anno della crisi”.

Sicuramente un avvenimento da non perdere!  Ingresso Libero.

 

Falconara Bcc
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