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Home Cosa abbiamo fatto Pillole di storia monsanese: vita contadina e contratti nel 1200
Pillole di storia monsanese: vita contadina e contratti nel 1200 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Maggio 2009 15:58

«L'abbazia di Valfucina si trovava ai piedi del monte San Vicino; le prima testimonianze della sua esistenza risalgono al 1058.Tale abbazia possedeva cospicui beni fondiari nel territorio di Monsano e numerose Chiese alle sue dipendenze, tra le quali ricordiamo quella di Santa Maria degli Aroli e di Santa Maria fuori Monsano. Altri senza_titolo-1.jpgbeni ubicati nel territorio di Monsano passarono, nel corso dei secoli fino al XIII, da proprietà ravennate a proprietà della Chiesa jesina. Non è oggi possibile ritrovare l'esatta ubicazione di tutti i suddetti beni dell'abbazia, ma di sicuro coprivano uno spazio notevole e producevano molte ricchezze. 

 Ora. Non possiamo immaginare che i poveri monaci dell'abbazia riuscissero a coltivare tutte le loro proprietà da sole, soprattutto in seguito a "un'empissima" decisone della città di Jesi che mirava a dare la libertà agli schiavi servi della gleba e che privava così i poveri monachelli di cui sopra di molta manodopera. Qual'era dunque la soluzione migliore per non lasciare tutto quel ben di Dio, o meglio della sua Chiesa, incolto? Affittarlo.

Si decideva infatti di lasciare lavorare un appezzamento di terreno a una certa famiglia per un periodo di tempo piuttosto lungo, previo il pagamento di una certa quota di denaro/ beni in natura. Nel periodo dettato dal contratto, i coloni si impegnavano a pagare quanto dovuto ai monaci, e questi non potevano per nessun motivo cacciarli dal terreno a loro affidato. Scaduto il termine di affitto, il terreno tornava alla Chiesa.

Evento che spesso non si verificava, tramutando così la concessione temporanea in proprietà ereditaria».

Autrice dei testi: Valentina Basso; ricerca a cura di Mauro Rocchegiani; fonte: "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli.

 

dsc00227_1_-_1.jpgContinuiamo con le salaci pillole di storia monsanese a cura di Valentina Basso; frammenti remoti che vanno a comporre quel mosaico che è la storia del nostro paese e non solo. A volte, infatti, tra le pieghe sottilmente ironiche e taglienti di Valentina, ci sembra di sentire qualcosa che suona, ahinoi, un po’ troppo familiare.

Proseguendo nel cammino di preparazione alla Giornata di Gaspare – Il Purgatorio dei Canti, che andrà in scena il 23 luglio prossimo a Villa Pianetti, continuiamo a dare un’occhiata curiosa al nostro passato; ma più che alla storia in sé, il nostro sguardo va alla vita contadina, alle condizioni in cui vissero gli antenati di Gregorio e di Gaspare, a cui apparve nel 1471 la Vergine Maria; a come si viveva in campagna, ai ruoli di ognuno, alle sottomissioni, ai contratti e, spesso, allo sfruttamento. Una vita fatta di sudore, della quale però vorremmo ricordare anche i canti, quelle melodie sotto il sole da una collina all’altra da un campo all’altro. Il sudore è rimasto, ma i canti? Mauro Rocchegiani

Chi è Valentina Basso, lei si presenta così: studentessa milanese di 20 anni, divide la sua vita tra gli amici, i tanti, troppi hobbies e il suo blog. Si è diplomata al Civico Liceo Linguistico A. Manzoni di Milano e al momento  tenta con tutte le sue forze di laurearsi entro i tempi stabiliti in Lingue Straniere. Tra le sue maggiori aspettative, pubblicare il suo primo romanzo e vedere il resto del Mondo Conosciuto.

 

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