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Home Cosa abbiamo fatto Pillole di storia Monsanese: mura, campagne, nomi, immigrazioni (prima parte)
Pillole di storia Monsanese: mura, campagne, nomi, immigrazioni (prima parte) PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Maggio 2009 20:52

«La storia di Monsano, o Musiano nel suo nome antico, come comunità distinta inizia nel XIV secolo. Prima di questa data il paese apparteneva infatti al Contado di Jesi.  dsc00167_1_-_1.jpgUna prova scritta dell' esistenza di questo comune in epoca medievale la riscontriamo comunque in un documento della Santa Sede del 1283, in cui Papa Martino IV riconosce la villa di Musiano come appartenente, appunto, all'area sottoposta al comune di Jesi.

Villa Musiano apparteneva al contado di Jesi. Ma perchè villa e non castello? Cosa mancava a questo delizioso paesino della Vallesina per potersi fregiare del titolo di Castello di Musiano? Un particolare che noi diremmo scontato, quasi banale, ma che nel Medioevo era sicuramente tenuto in gran conto. Le mura.

Musiano non era cinto da mura, nemmeno un muretto di calcestruzzo, e dunque era da definirsi villa.

Il territorio marchigiano apparteneva, in quel tempo, allo Stato Vaticano. Due erano i modi, per le terre della Santa Sede, di essere ad Essa soggette. Si poteva infatti dipendere direttamente dal Vaticano, oppure si poteva dipendere da una città che dipendeva dal Vaticano. Non che tra le due alternative ci fossero molte differenze, in ultima analisi. Nel caso che interessa questa sede, la città di Jesi era direttamente soggetta al Vaticano, mentre l'area intorno a essa (quindi il suo Contado) lo era solo indirettamente. Quindi, all'inizio della nostra storia, ci sono la città di Jesi, soggetta direttamente al Vaticano, e il suo Contado, compreso Monsano».

Autrice dei testi: Valentina Basso; ricerca a cura di Mauro Rocchegiani; fonte: "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli.

dsc00173_1_-_1.jpgDirettamente o indirettamente,  i nostri antenati contadini erano comunque sempre sotto qualcuno, anzi proprio l'essere soggetti in maniera indiretta creerà delle situazioni per cui, come vedremo più avanti, gli abitanti della città di Jesi ed alcuni ricchi di Monsano sfruttarono in maniera spudorata il lavoro del contado. Sudore e sangue,  e fame, tanta fame. Qualche volta, magari, un canto dispettoso da un lato delle colline all'altro, dove risuona meglio. Cantare...forse non restava altro per tirarsi su il morale. Esserci per faticare: avere il nome della propria "villa" su un documento, infatti, significava, insieme all'esistenza "ufficiale", soltanto l'obbligo di pagare le tasse a qualcuno. 

Mauro Rocchegiani

(CONTINUA) 

 

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