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Samanta Cavalli inaugura il ciclo Sfiorando il pianoforte PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Ottobre 2007 18:24

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Il suggestivo concerto di Samanta Cavalli ha inaugurato il ciclo Sfiorando il pianoforte, la serie di incontri dedicata al principe degli strumenti. La giovane pianista bergamasca ha reso magica la notte piovosa di sabato 20 ottobre, animando le mura duecentesche della Chiesa degli Aroli con la magia di alcuni tra i brani più belli e significativi della storia di questo strumento. Gli appuntamenti proseguono con le lezioni informali di storia del pianoforte e dei suoi protagonisti tenute da Mauro Rocchegiani. Prossimi appuntamenti nei giorni 8/15/22/29 novembre. MonsanoCult è sempre attenta alla cultura.

Più di due secoli di musica, a partire da Mozart, con la celeberrima sonata K331 in la minore, resa alla perfezione dalla Cavalli, che ha saputo mantenere la tensione ritmica ed emotiva caratterizzante quest'opera sino all'ultima battuta. Subito dopo l'atmosfera è cambiata con i Papillons op. 2 di Robert Schumann: in un attimo, i personaggi mascherati che ispirarono il muscista tedesco hanno letteralmente invaso l'antica architettura monsanese, cominciando a rincorrersi, a trovarsi, a perdersi sino allo scoccare dell'alba nell'ultimo brano dell'opera.

Nella Suite Bergamasque di Claude Debussy, Samanta Cavalli ha trovato una magia in più nella sua già forte ispirazione, in particolare nel Claire de Lune  l'intesità dell'artista ha fermato il tempo ed i respiri degli intervenuti, ricreando quella notte magica tanto cara alla musica francese. L'ironicamente tenera Sonatine pour Ivette di Xavier Montsalvatge, eseguita come il resto magistralmente, ha concluso "col botto" il viaggio musicale. Ma il vero commiato lo ha dato il notturno in si maggiore op. 32 n. 1 di Chopin, il bis, che ha "spento le candele" e salutato delicatamente il pubblico.  

Gli appuntamenti proseguono con le lezioni informali di storia del pianoforte e dei suoi protagonisti tenute da Mauro Rocchegiani. Prossimi appuntamenti nei giorni 8/15/22/29 novembre. I segreti del più affascinante degli strumenti e degli artisti che ne hanno alimentato la leggenda saranno raccontati in maniera chiara, semplice ma completa a chiunque voglia entrare per la prima volta nel mondo della musica colta o voglia, magari, approfondire. Negli incontri verranno affrontate la storia dello strumento e la sua evoluzione tecnica, insieme ai musicìsti che per il piano hanno scritto pagine immortali. Si partirà da Mozart ed il classicismo, per proseguire, passando per il romanticismo, fino all'inizio del novecento.  Le lezioni saranno tenute presso la Sala Comunale di via Trento e Trieste a Monsano, alle ore 21.30 puntuali. Ingresso libero. MonsanoCult è sempre attenta alla cultura.

Le foto della serata

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(Clicca sulle foto per ingrandirle)

Programma della serata del 20/10/2007

W. A. Mozart
Sonata per pianoforte in La minore K 310 (Allegro maestoso, Andante cantabile con espressione, Presto)

R. Schumann
Papillons op.2

C. Debussy
Suite bergamasque (Prèlude, Menuet, Claire de lune, Passepied)

X. Montsalvatge
Sonatine Pour Yvette (Vivo e spiritoso, Moderato molto, Allegretto)

Wolfgang Amadeus Mozart  (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791). 
Sonata per pianoforte in La minore K 310. Composta il 6 luglio 1778 a Parigi, subito dopo la morte della madre. Ci troviamo di fronte ad una tra le più stupende creazioni del musicista austriaco, immersi in un mondo patetico e grandioso completamente nuovo: è raro trovare nelle opere di qualsiasi grande compositore una simile e rapidissima trasformazione nello stile. Chiarezza e vigore delle idee, ampiezza degli sviluppi, ricchezza armonica ed infine l’evoluzione della tecnica pianistica, fanno di questa sonata una delle grandi gemme di tutta l’opera omnia mozartiana. La drammaticità e la tensione del primo tempo non trovano uguali nel corpus delle opere del musicista. L’andante, cantabile con espressione, precorre già Schubert, specie nella parte centrale, tragica, a ritmo di sestine. Il finale è costruito su un unico tema, che infonde un ritmo incessante ed inesorabilmente fatale. (Fonte. A.Casella, Mozart: Sonate per Pianoforte, ed. ricordi)
)

Robert Alexander Schumann (Zwickau, 8 giugno 1810 – Bonn, 29 luglio 1856)
Papillons op.2. Ispirato a 'Flegeljahre' (anni acerbi) dello scrittore tedesco Jean Paul, il lavoro vede le maschere protagoniste dei Papillons muoversi, apparire e scomparire, perdersi e ritrovarsi come farfalle notturne in una surreale notte di carnevale, fino a che l’orologio della torre non batte le sei. La componente letteraria, che farà spesso parte delle scelte musicali del compositore, insieme, in questo caso all’ammirazione per lo stile di Schubert, crearono lo spunto per mettere in musica Papillons negli anni tra il 1829 ed il 1831: Schumann, entusiasta della  bellezza malinconica del romanzo, fu conquistato dai suoi protagonisti, Wult e Walt, da cui trarrà ispirazione per i due immaginari personaggi nei quali simbolicamente scinde la propria personalità di artista: Eusebio, l’introverso e sognatore  e l’entusiastico e passionale Florestano.

Claude Achille Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918)
Suite bergamasque. Come per Schumann, anche qui ci troviamo di fronte ad un’ispirazione letteraria, quella dei versi di Clair de lune di Verlaine, dove altre maschere sono protagoniste. «Il contesto rievocato dalla poesia, che la Suite richiama esplicitamente, rimanda all’universo settecentesco, un po’ manierato, dei quadri di Watteau: sullo sfondo di giardini rigogliosi, si avvicendano languidi innamorati, maschere della commedia dell’arte e suonatori di liuto. Tuttavia, Debussy non si limita a citare l’epoca, lo stile, le forme: se ne serve per proporre delle novità, instaurando col passato un rapporto dialettico. L’idea di rispolverare la suite, forma musicale che il Classicismo ed il Romanticismo avevano relegato in soffitta, gli consente di superare gli artifici anacronistici della forma sonata e acquisire maggiore libertà: gli effetti timbrici sono inaspettati, le combinazioni armoniche imprevedibili e ardite». (fonte: Marilena Laterza, "Claude Debussy: Suite bergamasque", per ilmusicante.net, febbraio 2005 http://marilenalaterza.wordpress.com/2005/02/20/claude-debussy-suite-bergamasque/)

Xavier Montsalvatge (Gerona, 11 marzo 1912 - Barcellona, 7 maggio 2002)
Sonatine Pour Yvette. Il compositore affermava che fosse proprio la figlia Ivette la fonte di ispirazione di questa Sonatine. L’inizio dell’opera contiene un’allegra melodia diatonica che la piccola Ivette soleva cantare spesso. Il finale, una “toccata” brillante contiene la più famosa ed universale delle melodie infantili. Ma al di là di questo, per la sua complessità e profondità della scrittura pianistica e della costruzione musicale, il lavoro è ben lungi dall’essere pura musica per bambini. 

Samanta Cavalli
Ha iniziato lo studio del pianoforte all’ età di sei anni. Si è diplomata in pianoforte nel 1995 con il massimo dei voti, sotto la guida della Prof.ssa T.Moneta. Ha studiato composizione con il M.°Vittorio Fellegara. A undici anni ha ottenuto il terzo premio al Concorso pianistico internazionale di Stresa.. E' risultata vincitrice del concorso per pianoforte "G.Rospigliosi" di Lampo-recchio (PT) e del Concorso "Citta' di Albenga", In formazione cameristica, ha ottenuto la menzione di merito alla decima edizione del Concorso nazionale Schubert.. Si è perfezionata con il M.° Imre Rohmann, docente del Mozarteum di Salisburgo e si è diplomata all' "Accademia Musicale di Firenze" con il M.°Piernarciso Masi. Ha partecipato al seminario sul metodo "Kodaly" tenuto dalla docente Klara Nemes , Ha frequentato un corso sulla metodologia Orff e un corso di didattica pianistica a Roma con il M°Fischetti. Tiene concerti sia come solista che con diverse formazioni. Ha partecipato alla registrazione di un CD dedicato a J.S.Mayr. e sta preparando un cd con musiche di Granados, Bartok e Debussy. Svolge regolarmente attività didattica presso accademie musicali.

Le principali fonti delle lezioni, oltre alla memoria del curatore, sono: Robert Schumann, "Chopin e il virtuosismo romantico", Saggi Marsilio; Charles Rosen, "La generazione romantica", Adelphi; Gastone Belotti, "Chopin", EDT; Renato di Benedetto "Romanticismo e scuole nazionali nell'ottocento," EDT; Enrico Fubini, "L'estetica musicale dal settecento a oggi", Einaudi; D. Grout, "Storia della muscia in occidente"; e naturalmnte Piero Rattalino, "Storia del Pianoforte", il Saggiatore, forse l'opera di riferimento più preziosa per il mio umile lavoro.

 

 

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