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Sfiorando Chopin PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Novembre 2007 11:29

Ecco gli appunti preparati per gli intervenuti alla serata di Sfiiorando il pianoforte dedicata a Chopin. Monsanocult presenta la sintesi della serata musicale dedicata al Poeta del Pianoforte.
chopin_delac.jpgFrédéric François Chopin (Żelazowa Wola, 1 marzo 1810 –Parigi, 17 ottobre 1849). Fu tra i rappresentanti principali del Romanticismo e venne chiamato il poeta del pianoforte, tuttavia nella sua musica convergono elementi di derivazione classica: l'equilibrio tra le parti, l'estrema precisione della scrittura, la perfezione stilistica. In pratica convivono in lui una dialettica musicale virtualmente infinita ricondotta ad una logica ferrea sia della forma (struttura + armonia).  Chopin attribuiva fondamentale importanza all’attuazione della materia sonora nell’esecuzione delle sue opere.  (continua)
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La musica di Chopin è profondamente influenzata anche dal dialetto musicale polacco: la musica popolare del suo paese. Infine, le sue melodie traspongono sul pianoforte l'ampio respiro e il morbido fraseggio del melodramma italiano contemporaneo, in particolare di Vincenzo Bellini . Nella maggior parte delle sue opere possiamo individuare i due versanti della personalità uno sognante e uno estremamente drammatico, più nero e a tratti disperato di alcune tra le composizioni più enigmatiche: l’esplodere della soggettività nella sua musica perfetta. Chopin lascia un testamento musicale di grandi proporzioni, che ci mostra un compositore attento al più infimo dettaglio, dotato di una creatività esplosiva e insieme di un inesorabile senso degli equilibri formali, oltre che di una espressività musicale che raramente ha trovato pari nella storia della musica.  

Alcune tappe fondamentali affrontate nella serata:
1. personale interpretazione del genere notturno che da musica da salotto diventa poesia, grazie ad una strumentazione pianistica più ricca ed al canto spianato di origine belliniana. La forma del notturno chopiniano è quella della canzone, la forma più semplice della musica occidentale, la più comprensibile, la più simmetrica (A – B – A’)
2. Il genere dello studio nato nei primi anni dell’ottocento, affrontato da Chopin nell’op. 10 (1830/31) e op. 25 (1832/35) da un punto di vista che trascende lo scopo didattico per cui erano nati, rendendoli vere e proprie opere da concerto. Dove non innova la tecnica, il polacco apporta comunque novità da un punto di vista della ricerca del suono o del timbro.
3. Gli Scherzi chopiniani conservano una struttura che ci permette di ricondurli alla struttura tripartita dello Scherzo beethoveniano, anche se molteplici sono le differenze musicali, a partire dalle dimensioni molto ampliate. Gli scherzi di solito hanno carattere giocoso, Con i suoi scherzi pianistici, Frédéric Chopin ha invece trasfigurato e stravolto la forma tradizionale, creando organismi musicali imponenti, nuovi per struttura e linguaggio.
4. Le 4 Ballate per pianoforte sono una novità assoluta nella storia della musica. Qui Chopin crea una forma ampia, adattata alle sue necessità espressive, costruita spesso su scontri tra il versante sognante e quello drammatico della sua personalità Ballata op. 23 in Sol minore. Più di qualche revisore ha tentato di ricostruire gli aspetti di alternanza tematica, scovandovi gli stili della sonata, dello scherzo, del rondeau, ma sempre in indecifrabile mescolanza, supportati da una costante invenzione tematica e ad una ricerca armonica innovativa senza pari nel repertorio chopiniano.
5. La polonaise (in italiano polacca) è una danza in tempo moderato e ritmo di 3/4, caratterizzata dall'andamento maestoso e dal ritmo puntato dell'incipit. Nasce come danza nazionale polacca di origine popolare e di carattere cerimoniale. Chopin la portò a dimensioni epiche, da danza a vera poesia musicale. Lo schema è di solito polacca – trio - polacca
6. Chopin comincia a scrivere mazurke nel 1825 quando ancora si trova a Varsavia. Tale forma musicale non è di uso corrente essendo confinata, al contrario della polacca, nella musica popolare ma Chopin si ripropone di introdurla, e con successo, nella musica colta elevandole ad una grandezza e perfezione mai viste. Il genere che rivela meglio la ricerca di Chopin, il suo aspetto intimo e quello nazionale. Tutta la sua personalità racchiusa nella sintesi più perfetta.
7. PRELUDI op. 28 (1836 – 1839) sperimentalismo rivoluzionario senza uguali: ventiquattro pezzi ineguagliato esperimento di raccogliere piccole forme in un rigido assetto determinato dalle tonalità, alternando modo maggiore a quello minore. Da Bach in poi questo era un esercizio riservato alla didattica. Chopin mette insieme i pezzi alternando velocità, densità ritmiche e caratteri espressivi diversi, in modo che ciascun pezzo abbia il suo compimento nel pezzo vicino, raggiungendo la massima densità al centro. Sono considerati alla stregua di aforismi musicali, per l'efficacia con cui dipingono sensazioni o creano atmosfere.
8. la libera fantasia musicale di Chopin si adattò con più fatica alla rigida struttura formale della sonata. Ciononostante, la sonata n. 2 in Si bemolle minore (nota come "Marcia Funebre") contiene momenti musicali di grande impatto (come la Marcia funebre del titolo) o di acceso sperimentalismo (come il quarto tempo, privo di melodia, in cui entrambe le mani suonano un vorticoso tema all'unisono), uscendone come una delle opere fondamentali del genere sonata.
9. Berceuse op. 57 (1843): con una sonorità piatta si annullano le tensioni dell’armonia ed il basso acquista un valore più timbrico che armonico, aggregazioni di suoni simili a macchie, suono sospeso. Neutralizza la tonalità, con la ripetizione infinita nel basso della formula cadenzale più elementare, trasformandolo in unico grandissimo pedale in cui i due accordi si fondono in un alone sonoro in cui si snoda l’arabesco superiore che descrive i disegni armonici più vaghi. Superamento virtuale delle leggi dell’armonia tradizionale in funzione della sensazione, di accostamenti di macchie sonore.
10. Polacca - fantasia op. 61 (1845/46) a differenza dell’op. 53 qui gli episodi si susseguono senza soluzione di continuità, la forma non è chiusa, e lo schema tradizionale si riconosce appena e non scandisce le suddivisioni strutturali. La forma epica è trasfigurata in un ricordo lontano (ormai non ricorda il canto della sua patria lontana) attraverso le macchie sonore. Il testamento di Chopin, la sua proiezione verso il futuro che solo pochi tra i suoi contemporanei capirono.

Le principali fonti delle lezioni, oltre alla memoria del curatore, sono: Robert Schumann, "Chopin e il virtuosismo romantico", Saggi Marsilio; Charles Rosen, "La generazione romantica", Adelphi; Gastone Belotti, "Chopin", EDT; Renato di Benedetto "Romanticismo e scuole nazionali nell'ottocento," EDT; Enrico Fubini, "L'estetica musicale dal settecento a oggi", Einaudi;d. Grout, "Storia della muscia in occidente"; e naturalmnte Piero Rattalino, "Storia del Pianoforte", il Saggiatore, forse l'opera di riferimento più preziosa per il mio umile lavoro.

 

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