"Se ognuno di noi..."
Padre Pino Puglisi, 9 sentieri di buon senso

  • Autore: Mauro Rocchegiani
    Data di pubblicazione: Febbraio 2012
    Genere: Saggistica, attualità
    Prefazione: di suor Carolina Iavazzo, principale collaboratrice di Pino Puglisi.
    Postfazione: di don Luigi Ciotti
    Introduzioni: Gianluca Fioretti, sindaco di Monsano e presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi; Carlo Maria Pesaresi, Assessore alla Cultura, Turismo, Tempo libero,  Cooperazione,  Solidarietà e pace della Provincia di Ancona
    Nota di: Maurizio Possedoni, Presidente Associazione MonsanoCult
    Realizzazione grafica: a cura di Matteo Catani, Studio Grafico D2
    ISBN: 9788890637704
    Editore: Associazione Monsanocult
    Patrocinio: Comune di Monsano, Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona

“Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi”
B. Brecht

L'equivoco. Sono passati quasi vent’anni dalla morte del piccolo prete di Brancaccio, eppure don Pino Puglisi continua a scaldare i nostri cuori. Il suo vigliacco assassinio non ha messo a tacere la sua voce, che ancora oggi parla con la sua dirompente semplicità alle nostre menti, offuscate dal chiasso, non solo mediatico. Ma sulle nuove e vecchie generazioni di cittadini disillusi dai modelli decantati dalla TV o i nuovi mezzi di comunicazione, il suo messaggio rischia di non far più breccia. In un mondo di eroi di plastica, confezionati a breve scadenza, i fatti, l’idea stessa di “modello” perde di significato, venendo a svuotarsi di ogni contenuto, di ogni possibile fonte di ispirazione. Per gli ignavi e i delusi, oggi, gli eroi stessi divengono unicamente facili capri espiatori, cui delegare ogni sforzo ed impegno, e di cui aspettare il crollo, per giustificare la propria immobilità.

Dobbiamo quindi subito chiarire un equivoco! Primo: Puglisi non era solo. Ma si era sempre circondato di persone, specialmente laici, per aiutarlo. Da solo non si può far nulla, lo aveva sempre detto. Secondo: non aveva chiesto il martirio, perché nel momento di massimo pericolo, aveva protetto ed allontanato i suoi amici. Sapeva di non aver famiglia e preferiva essere lui a morire. Terzo: non aveva chiesto nemmeno di cambiare il mondo! Sapeva della difficoltà anche solo di cambiare l’interno del focolare di ognuno. Quarto: era tutto fuorché un eroe, e non voleva ne riflettori ne palcoscenici. Aveva scelto l’umiltà come arma proprio per essere credibile da quelli che cercava di aiutare. Non era un personaggio alla moda, uno televisivo, insomma. Ma un uomo semplice, un prete piccolo piccolo, che aveva cercato solo di fare il dovere che si era imposto fin da piccolo: aiutare gli ultimi. I più deboli. Voleva fare il maestro, ha scelto poi di diventare sacerdote. Era un uomo come noi. Imitabilissimo. Era un uomo di buonsenso!

“Dietro l'eroe, specie quello mass mediatico, è più facile nascondersi. Le sue vittorie rendono superflua ogni nostra azione. Le sconfitte giustificano la nostra ignavia. Come un bersaglio, lo individuiamo, oppure, più comodamente qualcuno lo confeziona per noi, delineandone i contorni per renderlo ben riconoscibile. A volte se ne enfatizza, ingigantendolo, un unico aspetto, possibilmente il più clamoroso e scenografico. Il fragore delle piazze, reali o mediatiche, serve a innalzare ancora il nostro Campione, a renderlo più distante, con le sue grandi imprese, dalla nostra quotidianità. Spesso è irraggiungibile: da lui ci separa un abisso! Un guerriero indomito ci assolve tutti, noi normali: tanto più è in alto, tanto più la sua caduta diverrà un'ottima ragione per astenersi: non soltanto dal coraggio, ma da ogni gesto di umana resistenza. Seguiranno pianti isterici. Magari il dubbio. Qualche macchia, forse... Infine, il silenzio”.  (dall’Introduzione)

Manuale di buonsenso. Lontano dal concetto tradizionale di biografia, il volume segue una struttura efficace: l’autore suddivide il volume in parole chiave, nove principi di buonsenso nei quali ricostruisce le tappe dell’esistenza di Puglisi. Non un ritratto, ma un mosaico creato da temi leggibili a sé, che ripercorrono ognuno un aspetto e l’evoluzione nella vita del parroco di Brancaccio attraverso la sua voce e nelle testimonianza di chi era vicino a lui. Come dei tasselli, appunto, che, ricomposti, offrono un'immagine esauriente del volto di Padre Pino Puglisi. Sentieri, suggerimenti, proposte che vengono ricavate, interpretate dal lettore, formando un manuale, destinato a tutti, dal laico al credente, di qualsiasi credo politico. Il libro non parla di superuomini o irraggiungibili santi, ma di persone in carne e ossa, di possibilità concrete, di scelte dettate da quel Buonsenso quotidiano a cui ciascuno di noi dovrebbe guardare per trarre ispirazione. 

Senza scuse. Il libro di Mauro Rocchegiani, "Se ognuno di noi... Padre Pino Puglisi, 9 sentieri di buonsenso", parte da questa premessa, eliminando senza polemica ogni aura di irraggiungibile santità o eroismo alla figura di Giuseppe Puglisi, detto Pino, proprio per togliere di mezzo ogni alibi. Perché guarda all’uomo, dedito all’impegno ed all’amore per i più deboli, alla lotta contro la povertà, l’ignoranza, lo sfruttamento, un piccolo prete che ha combattuto per le strade in nome della legalità e per il diritto alla normalità di ciascun cittadino. Uno di noi, quindi, non un superman, ma qualcuno con cui è possibile, anzi doveroso, confrontarsi senza scuse: perché seguirlo è possibile. 

«Le parole vanno convalidate dai fatti - affermava con forza Padre Puglisi -. L'azione dei volontari e della suore del Centro "Padre Nostro" deve essere un segno. Non può trasformare l'ambiente, questo non ce lo possiamo permettere neppure come illusione. È soltanto un segno per cercare di muovere l'ambiente, per cercare di dare un modello di comportamento, per spingere le autorità a fare il loro dovere, perché tutti a poco a poco si sentano coinvolti. Non per risolvere i problemi di Brancaccio. No, è solo per dire: dato che qui non c'è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche per dimostrare che si può fare qualcosa. Se ognuno di noi fa qualcosa, allora si può fare molto».

L'ispirazione del buonsenso. Da oltre dieci anni, la nostra associazione, insieme oltre alle numerose manifestazioni culturali, organizza una Festa molto singolare dedicata alle buone pratiche FESTA DEL BUONSENSO. Una sorta di vetrina delle possibilità, in cui cerchiamo di dare risposta alla domanda, appunto, “Cos’è il buonsenso?”. Salutare il proprio vicino la mattina, ad esempio, e da questo, via via tutti quegli atteggiamenti che portano ad una migliore convivenza con noi, con gli altri, con il pianeta. Ogni edizione abbiamo posto la stessa domanda proponendo alle persone diverse possibilità, senza imporre o avere la presunzione di avere la risposta giusta. La figura di don Pino si sposava perfettamente con le buone pratiche, con il buonsenso quotidiano a cui ognuno di noi dovrebbe ispirarsi per migliorare la propria vita e quella altrui.

Mafie quotidiane. Non volevamo palare di mafia. Argomento troppo grande per noi, ma di mafie. Quelle mafie quotidiane negli atteggiamenti di ciascuno, che portano a creare un humus fertile per la criminalità vera. Quelle contro cui si scagliava lo stesso Puglisi. «C’è in mezzo a noi una infiltrazione ancora più capillare di una certa mentalità: disprezzo e disistima della istituzioni - il che tende a creare figure di autorità arbitrarie-, sfida alle leggi, infrazione delle disposizioni, esibizione di violenza, di prepotenza: è l’atteggiamento dello studente o del concorrente che pretende di essere promosso senza merito; è la violenza di quelli che riempiono le nostre strade e le nostre case di rumori assordanti; e la facilità con cui si uccide sulle strisce pedonali; è la disinvoltura e la superficialità con cui si fuma anche in una sala operatoria; è l’evasione fiscale considerata come difesa del proprio... è la trasgressione. Ed è ancora l’intolleranza di ogni contraddizione, di ogni osservazione, ammonimento e rimprovero».

Sentieri suggeriti. La chiara ispirazione sono le lezioni americane di Calvino. Così come lo scrittore aveva analizzato la letteratura dei due millenni passati per proporre idee a quella del millennio a venire, così noi (molto più umilmente!) intendiamo analizzare e presentare la vita di Puglisi per temi, su cui fare, poi, ognuno di noi le proprie riflessioni e condurre, eventualmente, le proprie scelte. Non abbiamo scelto il termine lezioni, troppo presuntuoso, ma sentieri, ovvero diverse strade da percorrere, ognuno secondo le proprie possibilità: accoglienza, dialogo, educazione, legalità, normalità, impegno, ribellione, umiltà, silenzio, nove sentieri percorsi dal prete siciliano dalla nascita alla morte. Ogni capitolo è un sasso lanciato in uno stagno. Aspettiamo di vedere cosa ne sarà delle piccole onde che sono nate!

«Don Pino Puglisi – ci dicono quanti hanno condiviso con lui un tratto di strada – era uno che parlava poco. Detestava il parlare falso e disimpegnato, quelle “parole vuote e senza carne” che contribuiscono a costruire un terreno fertile per l’ingiustizia, l’illegalità e la violenza. Il suo essere e il suo fare, il suo continuo correre, spostarsi, accogliere, denunciare, educare, giocare, organizzare, anche quando “muto”, era tutto intriso di parole autentiche, proprio quelle che Mauro Rocchegiani ha voluto raccogliere in questo libro. Creando un piccolo, ma incisivo dizionario che ha bisogno non solo di “lettori”, ma di “interpreti”, persone responsabili capaci di tradurlo in scelte e gesti coerenti».  (dalla postfazione di Don Luigi Ciotti)

Per tutti! Il libro è per tutti, per tutta l’Italia. E non solo! A partire dai nostri concittadini. La vita di quel parroco morto vent’anni fa, in una situazione ed un contesto assolutamente diverso dal nostro, doveva portare insegnamento a noi, qui ed ora, affinché quella situazione non si ripetesse. Di facile lettura è destinato principalmente ai giovani, agli adolescenti. Il volume, realizzato interamente su carta riciclata, è edito dall’associazione MonsanoCult, con il patrocinio del Comune di Monsano e dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona; la prefazione e di Suor Carolina Iavazzo, la principale collaboratrice di Puglisi a Brancaccio, la postfazione è di don Luigi Ciotti, che della lotta alle mafie ha fatto una bandiera.

Mauro Rocchegiani. Mauro Rocchegiani è dottore in Lettere Moderne, con un Master di I livello in “Didattica dell’italiano L2/LS in prospettiva interculturale” e uno in "Comunicazione e valorizzazione del patrimonio letterario, documentario e vocale". Professore di Italiano per stranieri, ha lavorato in diversi campus e scuole di lingua italiane e straniere. Attivo operatore teatrale, ama lavorare con i giovanissimi. Collabora con le scuole proponendo laboratori di diverso tipo, in particolare sul paesaggio e sulla legalità. Ha al suo attivo importanti pubblicazioni in merito. È Giornalista Pubblicista iscritto all'Ordine Nazionale dal 2005. Ha collaborato con testate e periodici come Il Resto del Carlino, La Prima delle Marche, Le Marche della Musica e il CentroNord de Il Sole 24 ore. Si è occupato di uffici stampa, comunicazione e redazione testi. Collabora come Direttore Artistico con l'Associazione MonsanoCult dal 2006. Ha al suo attivo l'ideazione e scrittura di spettacoli, tra cui: “La giornata di Gregorio – Gli incontri” e “La Giornata di Gaspare – il Purgatorio dei Canti”, basati sul mito, la storia e la tradizione delle campagne monsanesi; l'esperienza multimediale “Portare l’Acqua”, in collaborazione con l'Istituto Musicale Pergolesi di Ancona e l’Accademia di Belle Arti di Macerata e l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona.


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